Una gita a…. Bologna

Bologna è una città poco conosciuta nei circuiti del turismo mondiale, anche se ultimamente i turisti sono aumentati. Nonostante tutto rimane una città vivibile, che ti fa innamorare di essa anche solo passandoci un giorno, oppure gli anni dell’università, come capita a molti studenti esteri e non.

Tappa fondamentale del Gran Tour, ha accolto tra le sue cerchie murarie artisti, letterati, politici e nobili provenienti da tutta Europa, da Dante a Leonardo, da Carlo V a Napoleone, da Stendhal a Herman Hesse, passando per nomi come Michelangelo, Francesco I, Mozart, Goethe, Rossini, Lord Byron, Leopardi, Dickens, Garibaldi e Carducci che visse qui per ben 47 anni, dove è anche sepolto presso il cimitero cittadino della Certosa. Queste le parole del celebre scrittore: “Amo Bologna; per i falli, gli errori, gli spropositi della gioventù che qui lietamente commisi e dei quali non so pentirmi. L’amo per gli amori e i dolori, dei quali essa, la nobile città, mi serba i ricordi nelle sue contrade, mi serba la religione nella sua Certosa. Ma più l’amo perché è bella. A lei, anche infuocata nell’estate, torna il mio pensiero dalle cime delle Alpi e dalle rive del mare. E ripenso a momenti con un senso di nostalgia: le solenni strade porticate che paiono scenari classici, e le piazze austere, fantastiche, solitarie, ove è bello sperdersi pensando nel vespero di settembre o sotto la luna di maggio, e le chiese stupende ove sarìa dolce, credendo, pregare di estate, e i colli ov’è divino, essendo giovani, amare in primavera, e la Certosa, in alcun lembo della quale, che traguardi dal colle al dolce verde immenso piano, si starà bene a riposar per sempre.

Il centro storico cittadino, è visitabile in tre-quattro giorni, e sicuramente riserva delle sorprese a chi, per un attimo, mette da parte la cartina e decide di vagare liberamente, perdendosi nell’intricato labirinto di stradine che circondano la zona; primavera e autunno sono sicuramente i momenti migliori per visitarla e apprezzarne le caratteristiche. Gli inverni sono piuttosto rigidi, con possibilità di nevicate anche abbondanti, mentre d’estate il caldo umido svuota la città dai suoi abitanti che cercando refrigerio sui vicini appennini, o nella riviera romagnola, a un’ora di macchina dalla città.

1* GIORNO:

Sicuramente la prima cosa da vedere in città è Piazza Maggiore, che i bolognesi identificano come l’insieme delle piazze Maggiore e Nettuno, dove sorge l’omonima fontana, ma prima ancora della piazza, il vostro tour cittadino può cominciare da un angolo caratteristico e sicuramente originale: il mercato del Quadrilatero. Circoscritto all’interno di Via Farini, Via Castiglione, via Rizzoli e il Pavaglione, è ciò che rimane del “mercato di mezzo”. Oggi è un mercato rionale di lusso, ma i colori vivaci dei prodotti meritano una passeggiata tra le stradine strette, che al mattino sono popolate dalle signore intente a fare la spesa, sicuramente il miglior orario per respirare un po’ della quotidianità bolognese. Sarete circondati da cascate di prosciutti e mortadelle, fiumi di tortellini (anche di cioccolato…!) e torri di parmigiano, abbagliati dai colori vivaci che il mercato vi offre in tutte le sue forme.

Una volta terminato il vostro giro, imboccate via Pescherie vecchie, e passate sotto l’arco entrando nella vera e propria Piazza Maggiore circondata da Palazzo dei Banchi dietro di voi, che in realtà è solo una facciata costruita per abbellire la piazza che in quel lato era piena di case di diversa forma e colore, il Palazzo del Podestà, costruito nel 1200 dal Comune per ospitare la curia del Comune alla vostra destra, Palazzo d’Accursio davanti a voi e la Basilica di San Petronio alla vostra sinistra. Anche se non è la cattedrale cittadina, San Petronio è la chiesa più amata dai cittadini bolognesi, e anche quella più ricca di capolavori; merita una visita all’interno per ammirare la sua architettura gotica, i dipinti nelle cappelle nelle navate laterali, tra cui l’Inferno di Giovanni da Modena nella Cappella Bolognini, ma soprattutto la meridiana, considerata una tappa fondamentale del Gran Tour, collocata nella navata sinistra.

Palazzo d’Accursio, oltre ad essere il centro  del potere politico bolognese da più di settecento anni, ospita due musei: le collezioni comunali d’arte, e il Museo Morandi. Oltre ai musei, vale entrare dentro al palazzo per visitare la Sala d’Ercole al primo piano, da cui si può accedere alla sala del consiglio comunale, dove il guardasala vi mostrerà lo scranno dove sedeva Carducci e  quello del l’attuale sindaco, ed infine la sala Farnese, con una vista sulla Piazza.

Una volta usciti da Palazzo d’Accursio tenete la sinistra e vi ritroverete di fronte alla famosa fontana del Nettuno, punto di ritrovo per la maggior parte dei bolognesi, costruita dal Giambologna nel 1564; se salite sulle scalinate della Sala Borsa, la biblioteca cittadina, e vi girate verso la fontana del Nettuno, con via Dell’Indipendenza alle vostre spalle, noterete che il Nettuno ha improvvisamente acquisito attributi straordinari…! Questo è dovuto ad un’illusione ottica, voluta dallo scultore, anche se più probabilmente è frutto del caso. Di fronte alla Sala Borsa trovate Palazzo Re Enzo, che prende il nome dal suo ospite più illustre, il Re Enzo, figlio dell’imperatore Federico II, che fu catturato il 26 maggio 1249 durante la battaglia di Fossalta.

Dopo uno spuntino veloce consumato sulle scale della Sala Borsa (per i più low cost), o in uno dei bar della zona, se la giornata è assolata e lo permette, cogliete l’occasione per salire sulla Torre degli Asinelli, che assieme alla fontana del Nettuno, e alla Torre Garisenda, accanto a lei, è il simbolo della città; salite i 498 gradini e godetevi la vista mozzafiato sulla città e le zone circostanti… e se siete fortunati potrete scorgere in lontananza perfino le Alpi, e non dimenticate la macchina fotografica per immortalare il paesaggio che va dagli Appennini alla Pianura Padana, che si apre davanti ai vostri occhi.

Scesi dalla Torre degli Asinelli, percorrete via Castiglione per un centinaio di metri, fino a ché non troverete sulla sinistra un palazzo color carminio; si tratta del Palazzo della Mercanzia, sede della Camera di commercio, dove sono depositate la ricetta dei tortellini e del ragù, meglio conosciuto come sugo alla bolognese. Ammirate l’architettura del palazzo, quindi continuate a camminare lungo la stradina alla sinistra del palazzo, e dopo pochi passi vi ritroverete in una meravigliosa piazza ciottolata, dove si staglia la facciata della chiesa forse più particolare di tutta la città: la Chiesa di Santo Stefano. Chiamato anche il Complesso delle Sette Chiese, si dice che secondo le intenzioni del vescovo Petronio, che governò la chiesa bolognese nel V secolo, questo complesso e il territorio circostante dovevano riprodurre Gerusalemme. Qui nel I secolo i Romani avevano costruito un tempio in onore della dea Iside, che presumibilmente si trovava dove ora sorge la Basilica del Santo Sepolcro, che riproduce con cura la sua omonima in Terra Santa. Lasciatevi avvolgere dall’atmosfera magica che si respira entrando nelle Sette Chiese, coinvolgendovi e stupendovi con la semplicità delle sue architetture.

2° GIORNO:

Uno dei più importanti musei della città è sicuramente la Pinacoteca nazionale, situata in via Belle Arti, che raccoglie dipinti provenienti per la maggior parte dalla scuola bolognese ed emiliana dal Trecento al Settecento. Si può quindi affermare che è una collezione complementare alla città, perché ne rispecchia le vicende artistiche. Oltre ai dipinti dei Carracci, Guido Reni e Donato Creti, in questo museo sono conservate anche opere  di Giotto, Raffaello, Parmigianino, Perugino e Aspertini.

Finita la visita alla Pinacoteca, percorrete via Zamboni, da sempre la zona universitaria, che troverete gremita di studenti in pausa, o che passando da una facoltà all’altra per le lezioni; vi troverete nuovamente nel centro città, proprio sotto le Due Torri, che da questa prospettiva valgono una foto, quindi tornate verso Piazza Maggiore, continuando però lungo il portico del Pavaglione, alla sinistra del Palazzo del Podestà. Camminando lungo il portico e ammirando le vetrine dei marchi di lusso italiani e non, costeggerete la navata sinistra della Basilica di San Petronio e noterete bene, che una parte è come tagliata a metà, e leggenda vuole che la causa sia proprio la costruzione del palazzo sotto al quale state camminando, l’Archiginnasio. Voluto da  Pio VI come sede stabile dello studio, ospita oggi al piano superiore la prestigiosa biblioteca comunale, ricca di oltre 650.000 volumi, 12.000 manoscritti, cospicue raccolte di carteggi, carte geografiche e stampe. Dal cortile al piano terra, si accede alla cappella di S. Maria del Bulgari, mentre al piano superiore, trovate lo splendido teatro anatomico, ristrutturato dopo la rovina bellica; fermatevi prima lungo le scale che conducono al piano superiore per ammirare gli stemmi nobiliari degli studenti passati da qui, e una volta nel teatro anatomico sedetevi su una panca di legno per guardarvi intorno e  osservare i dettagli lignei delle sculture attorno a voi.

Nel pomeriggio potete rilassarvi, magari facendo un po’ di shopping  in Via Indipendenza, o nella zona del Pavaglione, oppure stendervi al sole (se il tempo lo permette) nel parco pubblico più grande della città, i Giardini Margherita, che si trovano fuori le cerchia, tra Porta Santo Stefano e Porta Castiglione… se il tempo non è dei migliori, potete comunque visitare i musei nella zona del centro, come il Museo Civico Archeologico che vanta una delle più importanti collezioni egizie d’Europa, o il Museo Medievale.

La sera, dopo una doccia rinfrescante, potete uscire per un aperitivo in uno dei locali del centro, oppure in Via del Pratello, dove la movida bolognese, soprattutto giovane, si incontra per bere qualcosa insieme.

3° GIORNO:

Appena fuori Bologna ci sono due cose che valgono sicuramente la visita, non solo per gli edifici, ma anche per il panorama che presentano a chiunque li visiti: si tratta del santuario della Madonna di San Luca, e di S. Michele in Bosco.

Il primo, è forse il più amato dai cittadini bolognesi, che percorrono a piedi il lungo portico di 3,5 km, con 666 arcate che dalla città porta fino alla chiesa… potete anche voi percorrere il portico a piedi, oppure salire alla chiesa con l’auto. Il nome di questo santuario viene dal dipinto della Madonna di San Luca, che si dice sia un ritratto della Beata Vergine dipinto dall’evangelista Luca, icona che troverete infondo alla chiesa. La leggenda vuole che un monaco greco trovò questo dipinto della Madonna con bambino nella moschea di Aghia Sofia a Costantinopoli, accompagnata da un’iscrizione nella quale si diceva che l’immagine andava esposta sul Colle della Guardia (quello dove si trova attualmente). Una volta a Roma, il monaco incontrò l’ambasciatore bolognese, che lo convinse che il monte in questione si trovava proprio a Bologna. Di conseguenza, l’icona venne solennemente esposta lì nel 1160, anche se più probabilmente l’immagine passò per Bologna al tempo delle crociate e fu ridipinta da un’artista locale.

S. Michele in Bosco, che ora ospita il reparto ortopedico dell’ospedale Rizzoli, era un tempo un monastero del XIV secolo. Nonostante l’edificio non sia visitabile, la vista da qui è semplicemente mozzafiato e vale salire fin quassù per scattare qualche foto della zone circostanti e di questa città poco conosciuta ma che rimane nei cuori di chiunque ci passi.

La sera cercate una buona trattoria dove gustare i piatti tipici della cucina bolognese, che sono tanti e vari; iniziando con un piatto di tortellini in brodo, di tagliatelle al ragù o di lasagne, per poi passare alle crescentine, o una cotoletta alla petroniana, e concludendo con qualche dolce tipico, come la torta di riso o la spongata.

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~ by itaramoana on November 25, 2012.

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